Il Solstizio d'Inverno

Il Solstizio d'Inverno e il Dio Mitra

Il SOLSTIZIO D’INVERNO

e il Dio MITRA  

 

Guido Parente

 Naturopata

 

Solstizio, deriva da solis statio, cioè il fermarsi del sole prima di intraprendere un nuovo ciclo .

 

Una festa, ab-origine pagana, diffusa in molte culture europee ed orientali, basata sull'osservazione antichissima del moto del sole, che si è fusa con la tradizione cristiana, dando vita a tutta una serie di curiose ricorrenze a metà tra il sacro e il profano.

 

Con il  Solstizio d’Inverno,  si festeggia il cosiddetto “Ritorno della Luce”, vale a dire è il giorno in cui a livello astronomico, il sole si trova esattamente “sopra” il Tropico del Capricorno, lo Zenith, inizia da questo giorno, la stagione più fredda dell’anno, inoltre, il 21 dicembre di quest’anno rappresenta  il giorno più corto dell’anno e la notte più lunga,  già dal  22 dicembre, le giornate torneranno ad allungarsi, ed il Sole ricomincia il suo cammino ascendente.

La saggezza popolare vuole, invece, che il giorno più corto dell’anno sia il 13 Dicembre, nel quale si festeggia Santa Lucia, questa differenza dipende dal fatto che nel calendario Giuliano il giorno del solstizio d’inverno, cadeva effettivamente il 13 dicembre, poi, con il riordino del calendario voluto da papa Gregorio XIII nel Cinquecento, fu spostato più avanti

Nell’antico Egitto si festeggiava una vergine che «partoriva» il sole, nell’antica Roma era il Sol Invictus, il «sole invitto», che non soccombe al buio, ma anzi «risorge» per riportare la vita, associata in seguito al Natale e alla nascita di Cristo.

 

Eventi relativi ai movimenti del sole, sono stati celebrati dai vari popoli antichi, basta osservare  le costruzioni megalitiche di Stonehenge, in Gran Bretagna, di Newgrange, Knowth e Dowth, in Irlanda, Carnac in Normandia, le incisioni rupestri di Bohuslan, in Iran, già in epoca preistorica e protostorica.

 

Nel Solstizio dì Inverno, convergono infatti i riti indoeuropei e celtici esaltanti i poteri della luce e del fuoco, delle acque e della terra dormiente, sotto una coltre di neve, in attesa del risveglio.

In questa festa, secondo un’antica credenza il Sole (fuoco) si sposa con la Luna (acqua): da qui i riti e gli usi dei falò e della rugiada, presenti nella tradizione contadina e popolare.

Nell’antica Roma pagana, in una data compresa tra il 21 e il 25 dicembre, si celebrava solennemente la rinascita del Sole, il Dies Natalis Solis Invicti, il Sole Invitto, che nell’impero romano era collegata al culto di Mitra, è una festa di rinascita che, per molti storici, rappresenterebbe l’origine pagana del Natale. 

La ripresa del cammino ascendente del sole assume quindi molteplici significati spirituali, primo tra i quali la rigenerazione cosmica in cui il Sole e la Luce sono associati all’idea d’immortalità dell’uomo e del percorso che esso deve svolgere operando la sua rinascita spirituale.

Che sfociava in un vero e proprio:

Culto della Luce

 

E’ anche il tempo in cui possiamo ricevere il massimo della potenza solare: la mistica forza che unisce cielo e terra è ora più forte.

 

Monumenti come menhir, dolmen e cerchi di pietre erano grandi focalizzatori artificiali del sistema energetico terrestre, le piramidi Maya,  Stonehenge, il celebre sito archeologico in Inghilterra, che risale alla preistoria è perfettamente allineato nei giorni dei solstizi (inverno ed estate).

 

All’alba il sole entra esattamente “dalla porta principale”.

 

Per gli Inca, la cui massima fioritura si ha intorno al quindicesimo secolo, la divinità Inti è il Sole, sovrano della Terra, figlio di Viracocha, il creatore, e padre della sua personificazione umana, l'imperatore.

 

Attorno a Cuzco, capitale dell'impero, sorgono i "Mojones", torri usate come "mire" per stabilire i giorni degli equinozi e dei solstizi.

 

Il fuoco viene simboleggiato dai falò accesi un po' ovunque in Europa nella notte solstiziale.

 

Sono simboli solari e accenderli significa rafforzare l'energia dell'astro.


Il sole celebra il suo trionfo, in quello che è il giorno più breve dell’anno, ma che allo stesso tempo, rappresenta l’inizio del suo risorgere.

 

Infatti, dopo il Solstizio d’Inverno, le giornate iniziano lentamente ad allungarsi.

 

Questa atmosfera di tempo fuori dal tempo rende il Solstizio un momento propizio per i presagi e le pratiche divinatorie.

 

Tempo di passaggio è dunque il Solstizio, che si colloca fuori dallo spazio-tempo, in quel confine che separa la crescita dal declino, la manifestazione dalla non-manifestazione.

 

Naturopata

Guido Parente  

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