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96) La Sfera emozionale al tempo del Coronavirus

La Sfera emozionale al tempo del Coronavirus

 

Naturopata

Guido Parente

 

Nel difficile periodo che stiamo vivendo, tutti abbiamo subìto lo stress generato dalla pericolosità di questo invisibile e pericoloso virus, stato emozionale peggiorato a causa delle notizie che potevamo e possiamo leggere dalla stampa e dai social.

Al di là delle scelte positive o negative effettuate dai vari governi internazionali, vivere, anzi essere costretti dal giorno all’indomani ad essere segregati in casa, senza prospettive di futuro, con l’incertezza di non avere più la libertà nei movimenti, con l’incubo di dover presentare alle forze dell’ordine autocertificazioni, prodotte ad un ritmo assurdo, al doverci approvigionare di beni di consumo solo attraverso il web, il dover indossare mascherine chirurgiche e poi via via colorate, con i vari rischi per la salute, non ultimo problematiche di anossia, la vita di tutti i giorni ha subìto un drastico cambiamento.

L’inventiva tipicamente italiana di improvvisare, di adattarsi ai cambiamenti, ha portato le persone ad “inventarsi” flash mob sui terrazzi, è ritornato l’inno italiano, il sentirsi fratelli e sorelle, la necessità di essere gruppo, e non tante isolate persone, il gruppo dà forza, genera solidarietà e umanità.

Tante persone mi hanno contattato attraverso i vari social, telefonate e quant’altro, da terapeuta devo dire che la richiesta di aiuto è stata importante, nella mia modalità “ascolto senza giudizio”, ho avvertito la paura dell’oggi, il terrore di non sapere che futuro poter avere per sé stessi e per i propri figli, le parole di conforto, spesso hanno generato commozione e solidarietà.

Ricordo che nel mondo delle energie, da diversi anni si indicava il 2020 come l’anno del grande cambiamento energetico, del ricambio delle coscienze, di nuove e pure energie, ebbene qualcosa è sicuramente cambiato, ma non in quella maniera tanto sperata dai più..

Sappiamo che l’animo umano non è ancora pronto per un cambiamento vero e proprio di positività, l’allontanarsi da abitudini consolidate è ben difficile.

Credo che l’unica ad averne beneficiato in questo periodo di Lock-down, sia stata Madre Terra, finalmente il mondo si è fermato, i fiumi ed i mari si sono purificati, a Venezia si sono potuti rivedere i pesci ed il mare non è stato più melmoso, a Civitavecchia, nel porto si sono visti delfini, per le strade delle città desertificate dalla paura del Coronavirus, gli animali selvatici, come i cerbiatti si sono visti passeggiare tranquilli, tante strade delle nostre città normalmente abbandonate all’incuria dei governanti e di chi dovrebbe provvedere al decoro e alla pulizia, si sono cosparse di fiori..

Per molte persone, l’incertezza del futuro e le notizie catastrofiche dei media, invece hanno portato ad avere forme depressive importanti, chi era isolato, ha vissuto con grande difficoltà il presente, inoltre, il Coronavirus ha portato cambiamenti importanti anche sul fronte lavorativo, è comparsa la parola “smart-working”, le reti Vpn che cadevano continuamente (e chi si sarebbe mai aspettato una cosa del genere!), chissà perché, noi italiani dobbiamo usare sempre parole inglesi per definire le situazioni, abbiamo una lingua così ricca di termini, che mi sembra veramente una stupidaggine ricorrere sempre a parole straniere..

Lavorare da casa.

E già…la necessità di ridurre i contatti per far diminuire il contagio, ha portato libertà di azione, vivere la famiglia, un ritorno ai sentimenti, una novità nel gestire il proprio tempo in maniera assolutamente diversa, tanti film, Netflix per fare un esempio.

E poi, il vero dramma per molti, niente palestra, cocktails con gli amici, passeggiate nei parchi, compere nei centri commerciali, niente contatti sociali-umani…

Improvvisamente l’unico modo per avere contatti umani è stato il web, la telefonia, i messaggi di fumo…

Una rivoluzione copernicana, che ha portato grande disagio ad esempio negli anziani, alcuni di loro han dovuto “modernizzarsi”, per altri invece ha rappresentato un vero isolamento, molti nipoti si sono dovuti improvvisare docenti di tecnologie per i nonni.

Per i giovani niente più scuola, fantastico per molti!

Immaginiamo però il disagio enorme per i docenti nel somministrare le lezioni via web, e così sono comparsi Zoom, Skype, le videochiamate, etc

E per i genitori? Bel problema trovarsi a dover gestire i figli normalmente affidati alle scuole, nel gioco, nel farli studiare, scoprire che un solo computer non era più sufficiente!

La sfera emozionale alle volte è stata compromessa dal disagio di tutte queste novità, ma noi esseri umani, riusciamo a compiere dei veri e propri miracoli, siamo in grado di rigenerarci, di creare nuove possibilità di interazione, di vita, di studio e perché no? Possiamo riscoprire una cultura dimenticata, molte persone hanno avuto finalmente il tempo per leggere libri cartacei, ascoltare musica, e parafrasando un aforisma, riscoprire che quelle persone che abitano in casa con loro, sono simpatiche!

Da vecchio terapeuta, è stato un periodo di crescita emozionale e pratica importante, ho avuto il tempo adeguato di studiare e di connettermi con tanta umanità, spero che l’umanità possa migliorare e le energie possano ridestare il nostro amato pianeta.

 

Guido Parente Naturopata

©2020 Guido Parente. All rights reserved

97) Herpes Labiale trattato con la Pranoterapia Vibrazionale®

Herpes Labiale trattato

con la Pranoterapia Vibrazionale® 

 

 

Guido Parente

Pranoterapeuta e Naturopata

 

L'herpes labiale (o herpes labialis) è una malattia infettiva caratterizzata dalla comparsa di numerose vescicole intorno alle labbra o in altre zone del viso, come guance e naso.

L'agente causale è il virus herpes simplex che si contrae attraverso la saliva, i baci o, più in generale, tramite contatto diretto con le persone infette.

Dopo la regressione della prima infezione, il virus dell'herpes labiale ha la peculiare caratteristica, di andare a rifugiarsi, attraverso i nervi della cute, nei gangli neuronali più vicini al sito di infezione.

In questa sede, il patogeno entra in latenza, cioè non solo sopravvive al sistema immunitario, ma non viene neppure eliminato attraverso l'impiego dei farmaci.

Anche a distanza di molto tempo, l'herpes delle labbra può ripresentarsi: il virus approfitta degli stati di "debolezza" dell'organismo (cali delle difese immunitarie, periodi di stress, affaticamenti generali ecc.), quindi si riattiva e provoca le classiche lesioni labiali.

 

Herpes Labiale: che cos’è?

Come suggerisce il termine, l'herpes labiale è un'infezione erpetica che comporta l'insorgenza di piccole bollicine biancastre o rossastre, piene di siero limpido e giallastro, localizzate prevalentemente sulle labbra.

Chiamata comunemente "febbre delle labbra" o "febbre sorda", non si tratta soltanto di un fastidioso inestetismo.

L'herpes labiale è, infatti, la manifestazione ricorrente di un'infezione cronica.

 

Herpes Labiale: quando si può riattivare?

Il virus dell'herpes labiale si riattiva in alcune situazioni a sé favorevoli, dando origine alle tipiche manifestazioni della malattia.

Ad esempio, possono fungere da "innesco" periodi di intenso stress o sovraffaticamento, cali delle difese immunitarie, momenti particolari del ciclo mestruale, episodi febbrili o un'intensa esposizione alla luce del sole.

 In simili circostanze, il virus esce dai gangli nervosi e percorre a ritroso la strada fatta al momento del contagio.

 Arriva così fino alla fine della terminazione nervosa, di solito sulle labbra.

Meno frequentemente, le lesioni erpetiche possono formarsi su naso, mento, guance o palato.

 

Fattori scatenanti l'Herpes Labiale

ü  Periodi prolungati di forte stress emotivo e fisici

ü  Cali delle difese immunitarie (es. episodi febbrili, stati influenzali, infezioni e terapie)

ü  Esposizione prolungata, senza protezione, ai raggi ultravioletti e/o al freddo

ü  Bruschi sbalzi di temperatura

ü  Alimentazione sregolata

ü  Ciclo mestruale

Diagnosi

La diagnosi dell'herpes labiale è stabilita generalmente dal medico di base, mediante l'osservazione della parte colpita.

Nei casi sospetti, è possibile confermare la presenza dell'infezione mediante un'analisi del sangue per rilevare gli anticorpi diretti verso il virus herpes simplex.

 

Trattamento allopatico

Il trattamento dell'herpes labiale prevede l'uso di antivirali specifici, generalmente sotto forma di creme o gel da applicare localmente.

Tra i principi attivi più usati ed efficaci ricordiamo l'aciclovir e il penciclovir.

Anche se questi farmaci non modificano di molto la durata e l'entità del disturbo, danno un certo sollievo da prurito e dolore, ed aiutano ad accelerare la guarigione.

In considerazione del fatto che manca ancora una cura definitiva, l'ideale sarebbe giocare d'anticipo cercando di prevenire le recidive dell'herpes labiale, o perlomeno di coglierle sul nascere, prima che il virus ritorni nei gangli nervosi.

La massima efficacia di questi farmaci antivirali si ottiene quando ancora si avvertono le prime avvisaglie dell'herpes labiale, quando cioè è presente quel senso di pizzicore e tensione alle labbra che precede la comparsa delle vescicole

Rimedi per l’Herpes Labiale

L'applicazione locale di ghiaccio può aiutare a ridurre il fastidio associato all'herpes labiale.

L'uso per alcuni giorni di un gel astringente a base di cloruro di alluminio serve per tenere asciutta la pelle e favorire i processi di riparazione.

Il ricorso ai cerottini per herpes labiale, da posizionare sulle lesioni, oltre a proteggerle, riducono il rischio di toccarle e diffondere l'infezione con le mani.

 

Trattamento Pranoterapeutico Vibrazionale

  • Trattamento energizzante/rinvigorente del sistema immunitario
  • Irraggiamento pranoterapeutico su area encefalica e localizzata (non a contatto) sulla parte lesa
  • Tisane depurative tonificanti del sistema nervoso

 

Guido Parente Naturopata

©2020 Guido Parente. All rights reserved

98) Herpes Zoster o Fuoco di Sant'Antonio trattato con la Pranoterapia

Fuoco di Sant'Antonio" è il nome popolare della patologia nota come Herpes Zoster.

Si tratta di una malattia infettiva causata dalla riattivazione dello stesso virus che causa la varicella: il Virus Varicella-Zoster (VZV).

Mentre la varicella è tipica dei bambini, il fuoco di Sant'Antonio colpisce elettivamente le persone adulte e soprattutto anziane.

Il fuoco di Sant'Antonio insorge di frequente negli anziani e in persone con malattie del sistema immunitario o sottoposte a cure, come la chemioterapia e la radioterapia, che danneggiano, anche se in modo passeggero, i meccanismi di difesa contro le infezioni

Etimologia

"Herpes zoster", deriva da due parole, "herpes" dal sostantivo "herpetón" e "zoster", che in greco classico significano rispettivamente "serpente" e "cintura".

 La denominazione descrive in modo appropriato la malattia: nella maggior parte dei casi, infatti, la sensazione di bruciore doloroso e le eruzioni vescicolari sono distribuite sul tronco come una mezza cintura, in quanto il virus varicella-zoster (VZV) colpisce di preferenza i gangli delle radici dorsali.

Nella tradizione popolare, poi, l'Herpes zoster è noto anche come il "fuoco di Sant'Antonio".

In base all'interpretazione mistico-religiosa, infatti, l'eremita fu tormentato nel deserto dal diavolo che si manifestava sotto forma di serpente.

Sant'Antonio Abate (250-356 circa) aveva la fama di taumaturgo e guaritore e da secoli, per il suo rapporto con "quel grande Spirito di fuoco" che lui stesso aveva ricevuto è associato a differenti malattie con la caratteristica comune di provocare dolore e bruciore intensi. 

Cause

La prima volta che l'organismo viene infettato da questo virus, sviluppa una malattia nota come varicella, molto comune in età pediatrica.

Dopo la risoluzione dell'infezione primaria, il virus permane nell'organismo in uno stato quiescente, trovando riparo dalle difese immunitarie nei nervi.

Nel corso della vita, l'infezione latente da VZV può riattivarsi, causando una malattia nota come Fuoco di Sant'Antonio o Herpes Zoster.

L'età anziana, lo stress e qualsiasi altro fattore in grado di ridurre le difese immunitarie dell'organismo rappresentano i principali fattori di rischio per la riattivazione del virus.

 

Sintomatologia

Il fuoco di Sant'Antonio causa sfoghi cutanei caratterizzati dalla comparsa di macchie rosse, che evolvono in vescicole o bolle.

L'area colpita (in genere il tronco, più raramente il viso) risulta dolorosa, spesso pruriginosa.

Talvolta, il dolore inizia prima che appaiano le macchie.

Se viene coinvolto anche il viso, soprattutto nella zona degli occhi, la malattia prende il nome di herpez zoster oftalmico; in questi casi è importante rivolgersi tempestivamente al medico per ricevere le cure del caso, dato che in assenza di trattamento la vista può subire gravi ripercussioni.

In qualche occasione, il dolore permane per diversi mesi dopo la risoluzione delle lesioni cutanee; in questi casi si parla di nevralgia post-erpetica, una complicanza grave, invalidante e difficile da trattare.

Rischio dopo un primo episodio

La probabilità di subire una seconda riattivazione del virus varicella zoster è analoga a quella della prima; di conseguenza, l'aver già sviluppato il fuoco di Sant'Antonio non protegge in alcun modo da successive riattivazioni.

Herpes Zoster: è contagioso?

Un soggetto con Herpes Zoster può trasmettere l'infezione soltanto ad individui che non hanno mai contratto l'infezione primaria (varicella) e che non sono stati vaccinati per questa malattia.

 Chiaramente, nell'eventualità del contagio, questi individui non svilupperanno il Fuoco di Sant'Antonio, bensì la varicella.

Il contagio può verificarsi attraverso il diretto contatto con il fluido contenuto nelle lesioni vescicolari, in cui è presente ed attivo il virus varicella-zoster.

Il soggetto, invece, non è infettivo prima che compaia l'eruzione cutanea e dopo l'evoluzione delle vescicole in croste secche.

Trattamento allopatico

Il trattamento dell'Herpes Zoster si avvale di farmaci analgesici ed antinfiammatori.

La somministrazione precoce di farmaci antivirali è in grado di diminuire la gravità e la durata dei sintomi.

Per i soggetti a rischio è disponibile un vaccino in grado di prevenire la comparsa del Fuoco di Sant'Antonio, e delle relative complicanze, in oltre la metà dei soggetti vaccinati.

Il trattamento dell'Herpes zoster ha l'obiettivo primario di ridurre il dolore, tramite l'impiego di farmaci antinfiammatori e analgesici.

Le lesioni cutanee vanno mantenute pulite e asciutte per evitare che si sovrappongano delle superinfezioni batteriche della cute.

L'eventuale bendaggio dev'essere morbido (non aderente) ed è indicato per proteggere le lesioni dal contatto con gli indumenti.

 

Specifici farmaci antivirali:

(aciclovir, valaciclovir, famciclovir) aiutano a limitare la severità e la durata dell'herpes zoster, purché siano assunti entro le prime 48-72 ore dalla comparsa dell'eruzione.

 

Trattamento Pranoterapeutico Vibrazionale

Premetto che i nervi che vengono colpiti dall’Herpes Zoster sono: trigemino e nervi intercostali

Il Trattamento Pranoterapeutico si declina in:

  • Trattamento del dolore
  • Trattamento energizzante/rinvigorente del sistema immunitario
  • Irraggiamento pranoterapeutico delle parti lese (non a contatto) e dei nervi trigemino e intercostali
  • Assunzione di tisane tonificanti per il sistema nervoso

 

Guido Parente Naturopata

©2020 Guido Parente. All rights reserved