ARTICOLI - 8° pagina

ARTICOLI - PAGINA 8

Elenco Articoli Guido Parente 8° pagina

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Pertanto possono essere citati, ma non modificati. 

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  85) La STENOSI LOMBARE trattata con la Pranoterapia ed il trattamento Craniosacrale

  86) Il Diaframma: la porta dell'anima

85) La STENOSI LOMBARE trattata con la Pranoterapia ed il trattamento Cranio

La STENOSI LOMBARE

trattata con

la Pranoterapia ed il trattamento Craniosacrale

 

Guido Parente

Naturopata

 

 

La stenosi lombare è una patologia artrosico degenerativa molto diffusa in età avanzata, più comune a livello del rachide cervicale o lombare, che può verificarsi da sola o in concomitanza con la patologia del disco.

Il restringimento del canale vertebrale provoca la compressione del midollo spinale e delle terminazioni nervose: ecco perché chi è affetto da questa patologia, spesso soffre di mal di schiena e di dolori muscolari.

La stenosi spinale può presentarsi in diverse zone della colonna vertebrale.

v Si parla di stenosi cervicale quando si produce la compressione delle vertebre cervicali (da C1 a C7);

v parliamo di stenosi lombare invece, se il restringimento avviene nella zona lombo-sacrale, (vertebre L1-L5 e S1-S2).

Cause

La stenosi del canale vertebrale può essere:

  • congenita: dovuta a una malformazione delle vertebre o provocata da altre patologie presenti alla nascita;

 

  • post-traumatica: in seguito a eventi traumatici, come le fratture ai danni della colonna vertebrale, oppure data da piccoli traumi ripetuti nel tempo che possono provocare il restringimento del canale vertebrale;

 

  • degenerativa: la forma più comune della patologia stenotica. Normalmente colpisce le persone dopo i 60 anni di età, quando la colonna vertebrale comincia a cambiare forma a causa dell’invecchiamento.

 

 

Sintomatologia

La stenosi vertebrale infatti, colpisce in primo luogo gli ultrasessantenni.

Si tratta del restringimento del canale dove passa il midollo spinale con la conseguente, dolorosa, compressione dei nervi.

Il dolore, quindi, non è dovuto alla compressione del midollo spinale o delle radici nervose.

Crampi e il dolore conseguente, sono senza dubbio i sintomi più evidenti, il dolore  si allevia quando si assume una posizione seduta o sdraiata e che ricompare dopo uno sforzo fisico.

 

La stenosi vertebrale lombare in genere si manifesta con un iniziale zoppicamento (claudicatio intermittens spinalis), mentre in altri casi si può avere astenia (debolezza muscolare) e intorpidimento o formicolii agli arti inferiori.

 

Quando la stenosi prende origine da un’ernia al disco, tra i sintomi rientra una lieve lombalgia, che può essere accompagnata da sciatalgia (dolore che si irradia nella parte posteriore della coscia e della gamba) o da cruralgia (dolore che si irradia nella parte anteriore della coscia).

 

Sintomi più frequenti sono:

  • lombalgia, dolore ai glutei, infiammazione del nervo sciatico;
  • formicolio alla coscia;
  • gonfiore ai piedi e alle caviglie;
  • perdita di sensibilità alle dita dei piedi;
  • rigidità della colonna vertebrale;
  • perdita di equilibrio.

 

Cura Allopatica 

 

In genere, è subito ai FANS che si fa affidamento, per le loro proprietà antinfiammatorie e analgesiche, farmaci neurotrofici, antinfiammatori e antidolorifici oppure con iniezioni di corticosteroidi, o al paracetamolo.

Oppure si suggeriscono  esercizi per migliorare l’elasticità della colonna quali:

v yoga,

v esercizi di stretching,

v di flessione e di estensione della schiena,

v trattamento craniosacrale.

Nei casi più gravi, si ricorre all'intervento chirurgico, quello maggiormente praticato per la stenosi spinale cervicale è la foraminotomia cervicale.

Tale procedura è volta ad allargare il canale spinale per alleviare la compressione sul midollo spinale e sintomi come formicolio e debolezza che si verificano con questa condizione patologica.

 

Trattamenti Olistici

 

Trattamento craniosacrale

 

Nel trattamento della stenosi lombare, il  trattamento craniosacrale unito alla pranoterapia, è di grande efficacia.

 

Esso consiste in una serie di tecniche attive e passive con il fine di eliminare l’ipertonicità dei vari muscoli del rachide e per ridare maggior armonia al rapporto tra muscoli agonisti e antagonisti, cosa fondamentale per una maggior fluidità e per il bilanciamento del movimento dell’organismo.

 

Molto spesso nelle persone con dolori lombari, il movimento del sacro risulta molto lento e alle volte quasi assente.

 

 Il  trattamento craniosacrale, è finalizzato a togliere la tensione e nel cercare di dare armonia e libertà al sistema, con il rilassamento del diaframma pelvico e respiratorio.

 

Nel trattamento Craniosacrale, le tecniche per decongestionare il tratto lombo-sacrale sono l’Arm Bridge e la decompressione lombo-sacrale.

 

L’Arm Bridge è utile per “liberare” il sacro dalle articolazioni sacro-iliache: la compressione dell’articolazione lombosacrale (L5-S1) causa gravi disfunzioni del sistema craniosacrale; a livello lombare le faccette articolari sono maggiormente compresse e i tessuti connettivi, come meccanismo di protezione, si irrigidiscono per evitare ulteriori lesioni.

 

La decompressioni di L5-S1 hanno lo scopo di togliere la compressione presente tra le faccette e di conseguenza eliminare le tensioni di muscoli.

 

Pranoterapia Vibrazionale

 

Nel trattare i corpi sottili, si cerca di ripristinare l’omeostasi che è l’equilibrio funzionale e vitale dell’organismo, le medicine alternative, possono essere usate con funzionalità di modalità preventiva, curativa e riabilitativa.

 

Va chiarito che quando si parla di guarigione, si sottintende l’eliminazione delle cause energetiche, psicosomatiche, ereditarie, ma non muoviamoci sul miracolistico, preferisco pensare che la sinergia di queste due tecniche possano riequilibrare il fisico.

 

Tra le proprietà terapeutiche della pranoterapia spiccano quelle propriamente relative a proprietà analgesiche, antidolorifiche e antinevralgica.

 

L’azione che verrà effettuata andrà a far aumentare le endorfine, stimolando pertanto sia l’ipofisi che i surreni, le bio-endorfine che sono dei neurotrasmettitori, impedirebbero che i messaggi dolorosi si trasmettano da neurone a neurone per poi arrivare alla percezione del dolore.

 

Pertanto, grazie alla Pranoterapia Vibrazionale,  mediante l’apposizione delle  mani, si riescono ad alleviare stati infiammatori, anche molto gravi.

Il trattamento Bio-pranoterapeutico, si svolge principalmente sulla colonna vertebrale , partendo dal tronco verso la gamba e/o il piede,  si agirà inoltre, sulla parte discale (ove fosse presente un’ernia del disco) a pochi centimetri dalla pelle e si assorbirà il flegma, sedando l’infiammazione. 

 

Guido Parente Naturopata

http://guidoparente.com

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86) Il Diaframma: la porta dell'anima

Il Diaframma:

la porta dell’anima

 

Naturopata

Guido Parente

 

Nel corso dei miei studi di Naturopatia e della mia esperienza lavorativa, mi sono trovato a che fare sovente con il diaframma definito anche la “porta dell’anima”, a verificare come esso sia uno dei luoghi più comuni ove risiedano i cosiddetti blocchi psicosomatici.

Vari studiosi hanno affrontato questa tematica in maniera diversa, con spunti psicologici e comportamentali.

Wilhelm Reich, psichiatra viennese, allievo di Freud,  descrisse il blocco psicosomatico relativo al diaframma,  corazza muscolare o caratteriale.

Con il termine di "corazza", si indica l'ancoraggio bio-psicologico della repressione emozionale, o più semplicemente, come indica il termine stesso, lo scudo sia fisico che mentale dietro il quale la personalità (da "persona", maschera) si nasconde per proteggere l'individuo.

 La corazza ha la tendenza a "fossilizzarsi" e a non evolversi seguendo lo sviluppo dell'individuo durante il corso della propria vita.

È in questa fase che la corazza cessa di svolgere il suo ruolo primario di difesa e si trasforma in una mera "zavorra" che limita la libertà e la felicità dell'individuo.

Reich,  si esprimeva così: ”ogni tensione muscolare contiene la storia e il significato della sua origine”; infatti, fin dall’infanzia, ogni esperienza – traumatica e non - ogni pulsione repressa, corrisponde - a livello corporeo - ad un irrigidimento.

 Egli,  rielaborò le scoperte che il suo Maestro Freud fece sulla psicoanalisi della sessualità e delle nevrosi sviluppando il tema dell’energia orgonica, una forma di energia vitale che dovrebbe scorrere liberamente lungo tutto il corpo e che trova la sua massima espressione nella sessualità.

 Se questo non avviene, ossia se la capacità di desiderare e di godere viene repressa od ostacolata (attraverso le pressioni esterne e le tensioni interne), allora subiremo forme di angoscia, inibizioni e blocchi.

 La somatizzazione di queste tensioni, che Reich definisce “blocchi energetici”, andranno via via a formare la cosiddetta “corazza caratteriale”, una specie di armatura che limita i nostri sentimenti e la nostra libera espressione; una corazza che - in chiave positiva - potrebbe costituire una corazza protettiva, ma che, in realtà, ci blocca e ci limita.

 La corazza caratteriale e muscolare, costruita quindi per evitare il dolore, finisce per impedire all’essere umano anche di provare piacere: se vogliamo, un grande “non sense”.

 Quando nel nostro corpo compaiono troppe “zone morte”, ove l’energia non fluisce liberamente, il corpo stesso, nella sua integrità, finisce per diventare debole e vulnerabile.

Se l’energia è bloccata, se a causa di questi blocchi essa non può fluire liberamente, allora diventa stagnante, distruttiva e può essere essa stessa causa di maggiore esposizione alle malattie.

 

I sette Segmenti Corporei

 Wilhelm Reich suddivise il corpo umano in sette segmenti corporei ove, in ognuno di essi, l’energia si potrebbe bloccare:

 1. segmento oculare;

2. segmento orale;

3. segmento cervicale;

4. segmento toracico;

5. segmento diaframmatico;

6. segmento addominale;

7. segmento pelvico.

 

Analizzando ognuno di questi segmenti, ad un Osservatore esperto traspare come sia facile decodificare i messaggi che il corpo emana e come, tramite le vibrazioni della Pranoterapia e delle Campane Tibetane, vi sia la possibilità di smuovere questi blocchi energetici che si possono venire a creare.

 Segmento oculare: in questo segmento è contenuto il cervello, deputato al coordinamento delle funzioni vitali. Si evidenzia con uno sguardo vuoto, fisso, spento, che può trasformarsi in uno sguardo vivo, attento alla realtà e alle emozioni.

 Segmento orale: collegato alla muscolatura della bocca, della gola e della lingua. Si evidenzia con emozioni collegate al pianto e alla rabbia.

 

Segmento cervicale: comprende il collo e, come dice il nome stesso, la cervicale ed è la zona principe di tensioni muscolari importanti. Si evidenzia con il pianto e l’”ingoiare” situazioni pesanti.

 Segmento toracico: comprende i muscoli del petto, delle spalle e gli intercostali. Si evidenzia con il blocco emozionale che porta, a sua volta, ad un blocco della respirazione e delle emozioni.

Segmento diaframmatico: segmento cardine, posto esattamente a metà del nostro corpo, comprende stomaco, fegato e plesso solare. Si evidenzia dalla chiusura dello scorrimento energetico nelle due metà del corpo umano.

 Segmento addominale: posto nella muscolatura addominale, è il nostro terzo chakra. Si evidenzia con il trattenere le emozioni più profonde e viscerali.

 Segmento pelvico: il blocco di questa parte del nostro corpo, relativa agli organi genitali, che irrigidisce il bacino ed impedisce lo scorrimento delle energie sessuali, è spesso collegato e/o accompagnato a patologie sessuali.

 

 

Il corretto lavoro del muscolo diaframma può giovare a ognuno di noi ed entrando nel particolare troviamo un miglioramento a livello di:

 

ü  Respirazione e ossigenazione

ü  Stress e ansia (utile anche a livello psicologico)

ü  Rilassamento e meditazione

ü  Postura

 

In molte più persone di quello che si possa pensare questa proporzione viene completamente sfalsata, invertita o peggio (in caso di blocco diaframmatico).

 

Avere un diaframma poco funzionante, salvo che voi siate in gravidanza dove risulta normale, può portare molti problemi in diversi ambiti della salute: parliamo in generale di stress, mal di schiena, dolore cervicale,  stitichezza, gastrite, e altre problematiche causate ad esempio dalla contrazione scorretta e dal mancato movimento dei visceri.

 

Non a caso molte discipline olistiche come lo yoga, la meditazione concentrano molta attenzione sulla corretta respirazione per poter raggiungere il benessere desiderato.

 

Il lavoro sulla respirazione e sul diaframma viene molto spesso utilizzato con successo anche in ambito psicologico per migliorare stati di ansia e l’emotività.

 

Il principale muscolo coinvolto nell’atto respiratorio è il diaframma, rappresentato come una cupola che divide la cavità toracica da quella addominale.

Ha collegamenti superiori con polmoni e cuore, inferiori con fegato e stomaco, con inserzioni sulle prime vertebre lombari e sulle ultime coste.

Attraverso il diaframma passa la vena cava inferiore (per il drenaggio degli arti inferiori), l’esofago (digestione) e l’aorta addominale (che irrora il cuore).

Con il suo movimento, esso, rispecchia il nostro stato d’animo, le nostre emozioni e, dati i suoi intimi rapporti con le catene muscolari, dipingerà i contorni della nostra postura.

Il diaframma riveste una grande importanza sul piano emozionale, ed è vero che esistono dei modi di dire caratteristici per definire un grosso stress emotivo :” mi è mancato il respiro”, oppure “ho ricevuto un pugno nello stomaco”, quindi gli shock emotivi, così come quelli fisici, condizionano inevitabilmente questa struttura e possono essere memorizzati dai tessuti.

Le emozioni sono intimamente connesse con il respiro, con il diaframma, con gli atteggiamenti e le espressioni.

 E, dato che il diaframma è anche un epicentro per le catene muscolari, ogni problema posturale, ogni trauma, disagio, dolore, etc, si rifletteranno in lui, modificando i suoi ritmi ed alterando la sua forma.

Guido Parente Naturopata

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