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18) Abreazione e Pranoterapia Vibrazionale®

Abreazione e

 

Pranoterapia Vibrazionale ® 

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  Guido PARENTE

Pranoterapeuta Vibrazionale, Naturopata Psicosomatico

 

La parola Abreazione, (Ab via da + reazione)  coniata nel 1895, da S. Freud e J. Breuer per designare il meccanismo inconscio, secondo il quale un individuo si libera dall’effetto connesso ad un evento traumatico, mediante una scarica affettiva, evitando così che tale effetto divenga patogeno. (treccani)

Tale meccanismo di liberazione, ha una funzione catartica e permette di incanalare e portare in nuce  esperienze traumatiche, che, per effetto della rimozione, che se non trovassero vie di sfogo, si manifesterebbero in sintomi psicopatologici.

Secondo i due insigni  Psicoterapeuti, all’abreazione segue la scomparsa dell’emozione legata all’evento.

L’abreazione può avvenire in forma:

  • Spontanea, se avviene dopo poco tempo dall’evento.
  • Secondaria, tramite una cura analitica (Psicologia), il cui effetto catartico può essere raggiunto facendo rivivere l’affetto liberandolo con una scarica emotiva adatta.

Trattamento con la Pranoterapia Vibrazionale®

 Con la Pranoterapia Vibrazionale, si ha la possibilità di  liberarsi dalle cosiddette corazze muscolari, che ben descrisse Wilhelm Reich, infernali situazioni di protezione esasperata, che scaturiscono da blocchi di origine psicosomatica, con il pianto liberatorio.

L’abreazione ha dunque un effetto catartico, che dà  la possibilità a chi soffre di tale blocchi psicosomatici, di rivivere l’emozione legata all’evento e di ottenere un’adeguata scarica emozionale (abreazione).

Nello svolgimento della mia attività di Pranoterapeuta, vi sono stati diversi casi di abreazione, mi piace ricordare il caso di Marina T., una signora che venne nel mio studio tanti anni fa, mi ricordo la sua figura, a livello posturale estremamente rigida, altera, dura, triste, vestita di nero, con i capelli a chignon.

Dopo neanche un quarto d’ora, stava per scoppiare a piangere, ma per lei piangere, era una diminutio capitis, e per questo volle interrompere la terapia.

Dopo circa due ore mi telefonò e mi disse “Guido, sono due ore che sto piangendo2…io le chiesi, è un pianto di disperazione o di liberazione? La sua risposta, sussurata fu, LIBERAZIONE.

A quel punto le dissi, continua a liberare la tua anima.

Ebbene, Marina ha pianto per due giorni!

Poi volle venire da me, e quando varcò la soglia del mio studio, vidi un’altra persona, una persona mutata nel aspetto, solare, con i capelli sciolti, sorridente, con colori vivaci nel suo vestire…

Mi disse di essere andata per  due anni da uno psicoterapeuta, di aver speso molti soldi e di non aver avuto risultati.

 Poi amicizie comuni le fecero il mio nome.

Mi disse che mai si sarebbe aspettata una reazione di questo genere, e in tempi così rapidi.

A parer mio, il lavoro che fece con lo psicoterapeuta, portò in nuce il problema e poi grazie alla mia Pranoterapia è venuta l’abreazione; questa è la testimonianza che mi inviò.

 “Caro Dr. Parente, ora a distanza di ore sento una vibrazione al centro del cuore........ forse oggi ho incontrato un'extraterrestre, che sfiorando delicatamente il mio corpo, con una grazia rara mi ha messo in contatto con un'emozione profonda .......forse non a caso oggi è accaduto......


.....e senza saperlo Lei ha accolto e sciolto il mio dolore.......ha generato l'ABREAZIONE...

perchè oggi quello che era l'ultimo tenue legame con mio padre, ha smesso di vivere poco prima d'incontrarci così.......dopo tanto tempo ho potuto piangere e liberarmi........ chissà come faceva caro dottor  Parente, a sapere che ne avevo bisogno...... ...... con la sua Pranoterapia  mi ha rivelato qualcosa di me così intenso e a lungo represso in questi ultimi mesi .... mio padre è morto a fine novembre......sa da allora non ero riuscita più a piangere così liberamente e dolcemente.......

 

Sono sorpresa, commossa e grata 

Marina T., 17/04/2009”

http://www.guidoparente.com/1/testimonianze_feedback_3582516_1.html

Guido Parente Pranoterapeuta Vibrazionale e Naturopata Psicosomatico

http://guidoparente.com

©2015 Guido Parente. SIAE 2015. All rights reserved

19) Il Circolo Circadiano

 

Il Circolo Circadiano

  

Guido PARENTE

 

Pranoterapeuta Vibrazionale

Naturopata 

 

 

Nella Medicina Tradizionale Cinese e nella Crono-biologia, un ritmo circadiano è un ritmo caratterizzato da un periodo di circa 24 ore.

 

La Mtc, la Medicina tradizionale cinese, ritiene che ogni organo abbia un momento della giornata in cui è al massimo della sua funzionalità in quanto è proprio in quella fascia oraria che l’energia (QI) vi penetra e circola maggiormente.

 

Se una certa sintomatologia si verifica spesso, tramite lo studio del Circolo Circadiano, si è in grado di comprendere quale organo è implicato.

 

Il termine "circadiano", coniato da Franz Halberg, viene dal latino  circa diem e significa appunto "intorno al giorno".

 

Per ogni organo, vi è un periodo nelle 24 ore, in cui esso raggiunge il massimo della sua espressione energetica, mentre raggiunge il minimo di energia potenziale esattamente 12 ore dopo.

 

 Esempi di ritmo circadiano sono:

 

  • il ritmo veglia-sonno,
  •  il ritmo di secrezione del cortisolo e di varie altre sostanze biologiche,
  •  il ritmo di variazione della temperatura corporea e di altri parametri legati al sistema circolatorio.

 

I ritmi circadiani dipendono da un sistema circadiano endogeno, una sorta di complesso "orologio interno" all'organismo, che si mantiene sincronizzato con il ciclo naturale del giorno e della notte mediante stimoli naturali come la luce solare e la temperatura ambientale, ma anche stimoli di natura sociale (per esempio il pranzo in famiglia sempre alla stessa ora).

 

Ci sono ritmi biologici all'interno del corpo che richiedono periodi di riparazione dei tessuti, di crescita dei tessuti, eliminazione dei detriti, ecc.. 

 La temperatura corporea, la pressione del sangue, l'attività del cervello, i livelli ormonali, e tantissimi altri fattori obbediscono a questo ritmo.

 

In esseri umani che si sono volontariamente isolati in grotte e senza stimoli esterni si è notato che il ritmo circadiano sonno-veglia tende progressivamente ad allungarsi, sino ad arrivare a "giornate" di 36 ore. Fondamentale come regolatore dell'orologio interno appare quindi il ruolo della luce solare.

 

 

Meridiano

Massimo Energetico

Minimo Energetico

POLMONE (metallo)

03.00   05.00

15.00   17.00

GROSSO INTESTINO (metallo)

05.00   07.00

17.00   19.00

STOMACO(terra)

07.00   09.00

19.00   21.00

MILZA (terra)

09.00   11.00

21.00   23.00

CUORE (fuoco)

11.00   13.00

23.00   01.00

PICCOLO INTESTINO (fuoco)

13.00   15.00

01.00   03.00

VESCICA URINARIA (acqua)

17.00   19.00

03.00   05.00

RENE(acqua)

17.00   19.00

05.00   07.00

MAESTRO CUORE (fuoco)

19.00   21.00

07.00   09.00

TRIPLICE FOCOLARE (fuoco)

21.00   23.00

09.00   11.00

VESCICA BILIARE (legno)

23.00   01.00

11.00   13.00

VESCICA BILIARE (legno)

01.00   03.00

13.00   15.00

 

Analizziamo gli organi in una maniera più specifica:

 

POLMONE   Massima Funzionalità 3:00-5:00  

 

Secondo la medicina tradizionale cinese per primo ad attivarsi è il Polmone, responsabile di muovere il Qi attraverso tutto il corpo e anche di dirigere il sangue e quindi l'ossigeno nei vari organi.

 

Questo è l'orario migliore per la meditazione infatti, essa si fonda molto anche sul respiro lento e profondo

 

INTESTINO CRASSO  (Grosso Intestino) Massima Funzionalità  5:00-7:00

 

Questo orario è il migliore secondo i cinesi per svuotare l’intestino perché è massima la forza in quest’organo e quindi è ideale la capacità di espellere dal nostro organismo le scorie.

 

STOMACO  Massima Funzionalità  7:00-9:00    

 

Lo stomaco ha la funzione di digerire, in particolare le proteine.

In queste ore della giornata quindi,  bisognerebbe fare una bella e ricca colazione.

 

MILZA  Massima Funzionalità  9:00-11:00  

 

La milza, secondo i cinesi, è un organo molto importante perché in grado di trasformare il cibo in energia utile a tutti gli organi.

Se non si è fatta una buona colazione quindi la milza non è in grado di fare bene il suo lavoro e si possono avere cali di energia.

 

 

CUORE  Massima Funzionalità  11:00-13:00

In questa fascia oraria il cuore è al massimo del suo lavoro,pertanto bisognerebbe evitare al fisico ogni tipo di stress.

 E’ il momento ideale dunque per pranzare e poi rilassarsi.

E' necessario evitare esercizi fisici intensi e stare troppo al caldo.

 

 

INTESTINO TENUE  (Piccolo Intestino) Massima Funzionalità  13:00-15:00

 

Questa è la fase della metabolizzazione del  pranzo e per ottenere la massima energia da ciò che si è mangiato bisognerebbe evitare lavori pesanti  e/o stressanti. 

 

VESCICA  Massima Funzionalità  15:00 - 17:00

 

L’orario migliore per fare le cose più importanti e impegnative della giornata, come studiare e dare il massimo sul lavoro.

 

RENE Massima Funzionalità  17:00-19:00

 

Il rene è un organo chiave in medicina tradizionale cinese particolarmente legato all’energia.

 E’ proprio questo il momento in cui si possono avvertire cali energetici, in questo caso mangiare qualcosa di salato può stimolare il rene nelle sue funzioni.

 

PERICARDIO (Maestro del Cuore)  Massima Funzionalità  19:00-21:00

 

Il pericardio è strettamente connesso al cuore, questo è un momento ideale per fare qualche pratica che aiuti a rilassare e conciliare il sonno come la meditazione, una leggera attività fisica, leggere.

La sera bisognerebbe mangiare poco.

 

TRIPLICE RISCALDATORE Massima Funzionalità  21:00-23:00

 

Il Triplice riscaldatore è un meridiano di Medicina cinese che è in stretto rapporto con molti organi e visceri del corpo.

Durante questo orario dovremmo addormentarci (prima in inverno, un po’ più tardi in estate).

 

CISTIFELLEA Massima Funzionalità  23:00-1:00

 

La cistifellea è strettamente correlata al fegato.

In queste ore è necessario dormire, altrimenti si vanno ad esaurire le riserve di energia di questi due organi.

 

FEGATO Massima Funzionalità  1:00 -3:00

Fondamentale riposare in questa fascia oraria quando il fegato è al suo massimo grado di energia e quindi sta disintossicando il nostro organismo.

 

©2014 Guido Parente. SIAE 2014. All rights reserved

20) Olismo e Marketing - Guido Parente

Olismo e Marketing

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Guido Parente

Naturopata 

 

Quando ero piccolo, incontravo spesso persone che mi dicevano sei un “guaritore nato”, un pranoterapeuta, un sensitivo.

 

Plausibilmente, per me tutto questo mi incuriosiva e mi spaventava al contempo.

 

Mio padre, medico, morì di incidente di aereo nel ’63, quando io avevo appena 9 mesi, e purtroppo non ebbi la possibilità di chiedere ad alcuno della famiglia se “il dono della pranoterapia” fosse condiviso con altri rappresentanti della mia famiglia.

 

Di sensazioni ne ho sempre avute tante, belle, brutte, entusiasmanti, vivide, ma dovettero passare diversi anni perché comprendessi appieno in cosa consistessero.

 

Da sempre, ebbi il desiderio di poter portare benessere, o togliere il dolore a familiari e ad amici.

 

Sono stato altresì, attratto da sempre a cercare di comprendere il mondo intorno a me in una globalità, un mix  di più elementi.

 

Penso sia stato questo che mi ha spinto a studiare il marketing e a trovare degli incredibili punti di contatto con gli studi olistici, probabilmente, molte persone leggendo questo “storceranno il naso”, in realtà vedremo quanti e quali siano i punti di contatto tra questi due mondi.

 

Prima di tutto, è importante porre l’accento sull’olismo, cos’è? perché se ne parla tanto?

 

Holos = intero, con tale termine si  indica un approccio globale, che cerca di vedere le persone nella loro interezza, nella loro globalità, nel loro essere corpo-spirito-mente, rispetto all'ambiente interno ed esterno.


Parliamo quindi dell'individuo e non della somma delle parti, fisiche o psichiche, più o meno sane.

 

Con questo assioma, riconosciuto da tutti coloro che praticano le discipline olistiche, ci diventa più chiaro che ogni volta che viene nel nostro studio un cliente, con una qualsiasi problematica/patologia, siamo portati a fare uno screening globale della sua vita, delle sue abitudine di vita, di cosa si nutre, se vive periodi positivi o meno nelle sue inter-relazioni sociali, quali siano le sintomatologie.

 

In seguito, grazie ai nostri studi, alle nostre percezioni, inizieremo ad usare una disciplina olistica o un mix di discipline olistiche ad hoc per quella persona.

 

Ebbene consideriamo ora cos’è il marketing.

 

Premetto che sono stato un docente di Marketing, per me, il Marketing è uno straordinario cocktail di principi, tecniche e strumenti presi in prestito dalla macro e dalla micro economia, dalla finanza, dalla sociologia, dalla psicologia, dalla ricerca operativa, dalla comunicazione, messi insieme per arrivare a formulare delle soluzioni competitive.

 

È chiaro che l’olismo e il marketing abbiano una grande differenza di fondo, uno è volto a portare il benessere alle persone e l’altro è volto a creare delle scelte nella vendita di un  prodotto.

 

Paradossalmente possiedono entrambi una “Mission”.

 

Capire cosa siamo, come potremmo essere di aiuto nei confronti delle persone che si affidano a noi, ci deve rendere “responsabili” e questo ci porta ad essere seri, ad allontanare tutte quelle persone “approssimative” che purtroppo hanno invaso le arti olistiche.

 

La mancanza di una vera legislatura sulle discipline olistiche, ha favorito tutto questo, la Legge 4/2013 ha iniziato a portare risalto e luce nel settore olistico, spero che presto vi sia la corretta possibilità che si creino albi e normative valide.

 

La grande versatilità del marketing ne fa una potente arma gestionale: identificare il cliente, definire quali possono essere le sue necessità/bisogni, migliorare la comunicazione, scoprire nuovi utilizzi dello stesso prodotto, seguire nuovi orientamenti, creare sinergie.

 

Del resto, nell’olismo, non è vero che dobbiamo comprendere:

 

v  Chi è il nostro cliente/paziente?

 

v  una volta compreso di che patologia soffre, trovare il rimedio/disciplina olistica adeguato?

 

v  Capire come comunicare le nostre sensazioni nel linguaggio più comprensibile

 

v  Creare sinergie lavorative con altri operatori olistici al fine di essere di effettivo aiuto

 

v  Organizzare corsi di aggiornamento

 

v  Etc.

 

Anni fa, quando approdai agli studi olistici, venni colpito da queste curiose sinergie tra due settori che sembravano tanto diversi e lontani, ma, ora che ho concluso i miei studi di naturopatia psicosomatica, mi rendo conto sempre di più di quanto invece queste due entità possano coesistere insieme, nel rispetto di entrambe.

 

L’aspetto più importante a parer mio nasce dalla modalità ascolto.

 

Nel mondo odierno le persone vanno di fretta, sono interessate adiverse dinamiche, sono diventate egoiste, tendono a “sentire”.

 

Cosa differisce tra “sentire e ascoltare”?

 

Sentire è passivo, l’ascolto è attivo.

 

Se riesco a comprendere come ascoltare, ho la possibilità di entrare in maggiore sintonia con le problematiche del mio cliente/paziente, riuscirò sicuramente ad essere maggiormente attento a derubricare, a decodificare i segnali che il suo “corpo” mi manda.

 

Da quando iniziai anni fa a insegnare tecniche di vendita, comunicazione nel marketing e poi nei miei insegnamenti nelle discipline olistiche, ho teso sempre a cercare di avere una comunicazione semplice, adeguata al mio interlocutore.

Detesto chi parla “difficile” per darsi un “tono”.

 

Tutto questo crea “distanza”.

 

Non è questo che è necessario fare. A parer mio se vogliamo essere dei “portatori di luce”, dei bravi operatori olistici, è necessario essere più umili, più in contatto con la gente e studiare il più possibile nuove tecniche, creare sinergie lavorative adeguate al nostro lavoro.

 

Impariamo dai nostri errori, impariamo ad esserci.

 

Non chiudiamoci in noi stessi o in stupidi atteggiamenti di chiusura per paura che “ti tolgano il lavoro”, se sei in gamba, se sei un operatore volto a risolvere i problemi (un Solution Manager nel marketing) le persone verranno da te.

 

Continuo da anni a cercare di creare lavoro, anche dove non c’è!

 

Impariamo ad aiutarci tra di noi!

 

©2014 Guido Parente. SIAE 2014. All rights reserved

21) Armonizzare le Energie sopite dei Chakra

Armonizzare le Energie sopite dei Chakra

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Guido Parente

 

Pranoterapeuta Vibrazionale 

Naturopata 

 

 

 

Si è sempre parlato molto dei chakra   e di ciò che essi rappresentano, dei colori, dei suoni, delle vibrazioni, dei sistemi e degli organi ad essi collegati, dei corpi sottili.

 

 

I chakra sono il  trait_d_union tra il corpo fisico e i corpi sottili

 

Sappiamo che il sistema dei chakra è interconnesso al sistema endocrino, agli organi interni.

 

Un malfunzionamento dei chakra, può essere determinato da un conflitto vibrazionale dato da problematiche psicosomatiche, da traumi fisici e mentali, da fobie, da mancata soddisfazione dei bisogni primari (Piramide di Maslow), problematiche culturali, stress, depressioni,…

 

Chakra come sedi dell’energia karmica

  

Errori di percezione correlati con specifici chakra possono portare problematiche di vita molto importanti, ad esempio la percezione dell’amore o dell’accettazione o ancora meglio di come siamo visti e interpretati da coloro che ci sono vicini, siano essi parenti o colleghi.

 

Una percezione distorta può farci apparire sgraditi e porta ad un isolamento volontario, come una percezione di non essere amati può portare problematiche su specifici organi, crisi di panico, mancanza di respiro.

 

Regressioni ipnotiche di vite passate ha permesso a persone sofferenti di fobie molto particolari, di scoprire quali fossero le cause, nel momento in cui il ricordo è comparso dal passato, la fobia è scomparsa (B. Weiss).

 

Permettere alla nostra consapevolezza di raggiungere un livello superiore ci fa comprendere le ragioni della sofferenza, diventando spiritualmente più consapevoli ci fa entrare in sintonia con il nostro sé più profondo.

 

Questo processo evolutivo ci rende possibile modificare le emozioni, la mente e di conseguenza il nostro corpo.

 

Il fatto che l’uomo sia composto da campi energetici interconnessi, non è una fantasia da stregoni, bensì una realtà scientifica consolidata.

 

Agli inizi del 19° secolo fu scoperto l’elettromagnetismo, si iniziò a parlare dell’universo composto da un insieme di campi di forza che interagiscono tra di loro.

 

Da relativamente poco tempo, si inizia a parlare di “vibrazioni, di trasmettere energia, sfere di energia, influenzare a distanza”.

 

Einstein modificò radicalmente il pensiero sulla materia, ove la materia è energia.

 

La nuova interpretazione einsteniana, vede gli esseri umani come una rete di campi energetici che si interfacciano con sistemi fisico-cellulari.

 

Il momento in cui andremo a ribilanciare i campi energetici, andremo a porre rimedio alle possibili dis-funzioni che la materia può avere.

 

Tutti gli organi dipendono dalla vis medicatrix naturae, la forza vitale di auto guarigione che tutti possediamo, che crea formidabili sinergie tramite una organizzazione di componenti molecolari.

 

Quando accettiamo che l’uomo è un essere fatto di energia iniziamo a comprendere che vi è un modo nuovo di affrontare la malattia.

 

Ogni chakra è associato a diverse frequenze vibratorie, ogni chakra a sua volta distribuisce energia vitale ai diversi organi che si trovano nella stessa zona del corpo, che tenderanno a risuonare alla stessa frequenza.

 

Tramite tecniche varie che vanno dalla Pranoterapia Vibrazionale alla Cristalloterapia, all’uso di essenze e oli essenziali, allo yoga, alla meditazione, ai mantra, alla respirazione, alla visualizzazione, alla cromoterapia, alla vibrazione delle campane tibetane, all’uso del pensiero come matrice importante e fondamentale a mio avviso (pensiero positivo) siamo in grado di equilibrare i chakra.

 

Per questo a seguito di trattamenti di Pranoterapia, ad esempio, possono verificarsi degli effetti psicosomatici secondari dovuti all’imposizione delle mani che opera sui legami tra psiche e soma.

 

Lo sblocco bioenergetico, può rimettere in moto, processi disattivati anche dal punto di vista psicosomatici, la riapertura dei canali di comunicazione tra mente e corpo possono causare reazioni nelle persone trattate, quali il pianto, la tosse, vampate di calore, etc.

 

Oltre alle tecniche è importante,  a mio avviso, espellere dalla nostra mente i rifiuti emotivi, come ad esempio perdonare colpe, accettare atteggiamenti sgradevoli da parte di persone, rancori, rabbie, sensi di colpa, ferite psicologiche. 

La malattia compare e si radica in noi se non impariamo a liberarcene, se non permettiamo all’amore di penetrare, se non impariamo a esprimere adeguatamente le nostre emozioni.

 

Comprendere le inter-relazioni tra corpo-spirito–mente-emozioni

 

Si è perso inoltre nella società moderna il contatto con Madre terra, lo svolgersi della vita lavorativa a ritmi esageratamente veloci, ha fatto sì che anche il nostro metabolismo di vita si sia accelerato, portando una serie di dinamiche peggiorative.

 

Riportare l’attenzione, il flusso energetico, lo shen tramite tecniche di canalizzazione millenarie proprie della Medicina tradizionale Cinese, genera il Jing che rappresenta la trama sottile estremamente valido per ristabilire il nutrimento dell’energia vitale e con essa la purificazione dei chakra.

 

Faccio mio il pensiero di Bateson:

” …..la verità è che l’uomo non possiede un corpo distinto dall’anima, essendo il corpo una porzione dell’anima percepita dai cinque sensi; che l’energia è solo vita e proviene dal corpo…”

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22) Spiritualità e Meditazione

Spiritualità e Meditazione

 

Guido Parente

Naturopata 

Pranoterapeuta Vibrazionale 

 

 

 

Spesso si è confusa la funzionalità  dei principi meditativi, con la sacralità dei pensieri religiosi, o ancora meglio si è data una lettura della Meditazione come un atto di ricongiungimento con la propria religione, l’unione con il proprio Dio.

  

L’insegnamento di principi religiosi,  le regole, le figure, i dettami, sono insiti in ogni pratica religiosa e provengono da un maestro spirituale.

  

Invece l’insegnamento sul come meditare, oltre da un maestro spirituale, un guru, proviene dalla maggiore comprensione dell’interazione corpo-spirito-anima.

  

Per poter cambiare e progredire nell’apprendimento è necessario sviluppare  e personalizzare iniziative curative e abituarsi a dare e a sentire il significato della VITA.

  

I cambiamenti all’interno di noi, avvengono gradualmente, è un lento ma sicuro cammino verso una nuova dimensionalità e comprensione del sé più profondo.

  

Alla meditazione è correlato un diverso modo di respirare.

 

Diverse problematiche che quotidianamente affrontiamo, sono correlate con incidenti infantili, deficienze comportamentali affettive con un genitore, insoluti di varia natura quali, ad esempio difficoltà di crescita, problematiche relative a fasi di accettazione del proprio modo di essere, bisogni, crescita individuale, mancanza di obiettivi, sforzi per far emergere la nostra unicità di persona umana.

  

L’interazione di mente e corpo determina la possibilità di comprensione della causa di tutte le possibili malattie.

  

La cura di una parte ammalata del corpo per mezzo della meditazione, veicola una maggiore consapevolezza verso parti del proprio corpo, che a causa di fattori esterni, quali ad esempio stress e vita compulsiva di tutti i giorni, diventano maggiormente vulnerabili all’attacco di malattie psico-somatiche.

  

Il tutto si collega ad un problema di percezione.

  

Percezione di cosa sta avvenendo, di come stiamo cambiando, di cosa siamo ora… il “between job”.

  

Le relazioni di vita con il mondo esterno, la nostra sensorialità, gli studi cognitivi, il punto di arrivo, la concezione della multi-dimensionalità della mente.

  

La meditazione è uno stato alterato della coscienza.

 

Per arrivare ad un vero e proprio Rilassamento Meditativo è necessario seguire delle procedure, dei metodi.

  

La meditazione mentale tende alla spiritualità, perché cerca di eliminare le negatività, che impediscono alla mente di percepire e di comprendere ciò che avviene.

  

A livello scientifico, sembra che la meditazione coinvolga l’ipotalamo, che a sua volta controlla il sistema immunitario e altri sistemi vitali.

  

Il risultato più immeditato è la diminuzione del ritmo respiratorio, del metabolismo corporeo, dell’afflusso di sangue al cervello, della frequenza cardiaca e della pressione del sangue.

  

Le metodologie sono differenti, si va dall’osservazione di una candela, di un punto del muro, di un oggetto in un ambiente tranquillo privo di suoni esterni, oppure con l’accompagnamento di suoni gradevoli, o il silenzio.

  

Il fine ultimo è raggiungere il proprio SILENZIO INTERIORE.

  

Il Prana scorre lungo canali (meridiani) lungo tutto il corpo, quando si verificano dei blocchi, il flusso del prana, dell’energia si viene ad interrompere e questo determina la malattia.

  

Tramite la meditazione guidata da un maestro spirituale, l’allievo riesce a raggiungere stati meditativi profondi.

  

L’atteggiamento del maestro deve necessariamente essere basato sull’osservazione e sulla calma, attento a percepire se quel genere di meditazione, quell’oggetto è adatto al discente.

 

Vi sono diversi sistemi per accedere allo stato meditativo, dalla visualizzazione, ai mandala, a temi di riflessione, un mantra, etc.

 

Ad esempio lo Yantra Yoga è unione di mente  (meditazione), corpo (posizioni e movimenti) e prana (tramite esercizi di respirazione).

 

Esso è una auto-terapia che tramite delle asana e delle meditazioni tende a favorire la salute fisica e mentale.

  

Bisogna sempre tenere presente che le varie tecniche meditative sono solo un mezzo e non un fine e che la vera meditazione passa attraverso il superamento di tutte le tecniche.

 

Modificare il respiro significa cambiare il modo in cui riceviamo l’energia cosmica, l’energia vitale, il prana.

 

 Il tutto si declina in un modo diverso di far circolare nel nostro corpo il flusso pranico, permettendogli di superare i blocchi che può incontrare nel suo percorso lungo il corpo.

  

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