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3) La Sindrome dei Piedi Brucianti (burning feet) trattata con la Pranoterapia

La Sindrome dei Piedi Brucianti (burning feet)

 trattata con la Pranoterapia 

 

Guido Parente

Pranoterapeuta Vibrazionale e Naturopata

 

 

La Sindrome dei Piedi Brucianti (burning feet) o Sindrome di “Grierson – Gopalan è un'affezione infiammatoria, acuta, si manifesta con una sintomatologia dolorosa a carico del piede e attualmente la causa principale non è chiara.

 

Tale Sindrome, è stata osservata in India per la prima volta nel 1826, essa rientra nell'ambito delle polineuropatie, malattie che colpiscono i nervi periferici diffusamente e in modo simmetrico, e può subentrare secondariamente ad altre patologie come diabete, carenza da vitamina B1, anemia, alcolismo, insufficienza renale, Aids, neoplasia si manifesta con dolori urenti ai piedi, iperestesia, disturbi vasomotori e oculari (scotoma, ambliopia).

 

A soffrirne di più, sono le persone di età compresa fra i 20 ed i 40 anni, in maggioranza quelle di sesso femminile. 

 

Sintomatologia

La persona che ne è affetta, ha la sensazione di avere i piedi infuocati ed è costretta ad adottare degli espedienti per poter raffreddare in qualsiasi modo i piedi (bacinelle con acqua fresca, ghiaccio, calzature aperte anche in inverno, etc.).

 

Prurito, sensazione di bruciore ai piedi, pulsazione nei piedi, dolori acuti ed intensi che tendono a manifestarsi soprattutto durante la notte.

 

In alcuni pazienti i sintomi vengono avvertiti  in maniera più acuta, mentre in altri viene avvertita semplicemente una lieve irritazione localizzata sulla pianta del piede.

 

Inoltre la sintomatologia può essere temporanea.


Talvolta questa sensazione di calore estremo, può estendersi alle caviglie irradiandosi persino alle ginocchia.

  

Paradossalmente, il piede appare asciutto, freddo al contatto.

 

Essendo una malattia “rara”, l'iter di chi ne è affetto spesso, è tortuoso, composto da un infinità di visite specialistiche presso l'angiologo, l'ortopedico, il fisiatra, il dermatologo e, in ultimo, lo psicologo. 

 

Cause

 

Tra i fattori più comuni vanno comunque menzionati:

 

v  infiammazione al sistema nervoso;

v  i nervi della pelle o del piede non riescono a svolgere la loro funzione;

v  infiammazione del tessuto nervoso del midollo spinale;

v  alimentazione carente di vitamina B1 e proteine;

v  malattia metabolica;

v  sindrome del tunnel tarsale;

v  malattie della tiroide;

v  artrite reumatoide;

v  diabete;

v  neuropatia diabetica;

v  utilizzo di scarpe scomode;

v  piede d’atleta.

 

 Cura Allopatica

Considerando che per una guarigione completa, spesso necessitano un periodo prolungato, la Cura allopatica, prevede la somministrazione di alcuni farmaci: antidepressivi, triciclici e serotoninergici, che modulano i neurotrasmettitori, per il controllo del dolore, gli antiepilettici, che rendono meno eccitabili le membrane dei neuroni, e gli analoghi dei trasmettitori GABA, che stabilizzano i canali del calcio sulle cellule nervose, inoltre per  ridurre il dolore e l'infiammazione, borse con ghiaccio,.

Si consiglia il riposo e di optare verso sport meno stressanti per il piede, (es. nuoto, cyclette),  inoltre vendono consigliati lo stretching e massaggi. 

 

Trattamenti Naturali

 

I trattamenti naturali, si declinano in primis, nell’adozione di una serie di accortezze, che vanno, dal mantenere il giusto peso, all’indossare plantari ortottici.

 

In secundis, localmente, massaggi, creme e integratori a base di Arnica o Artiglio del Diavolo da assumere, ben tollerati, anche per via orale.

 

Di grande aiuto sono anche dei pediluvi a base di acqua fredda,  oppure degli impacchi a base di Argilla, per ridurre l’infiammazione.

 

Si consiglia l’assunzione di Vitamina B1 (TIAMINA) 

 

Tale Vitamina, promuove il corretto funzionamento del cuore e dei nervi intervenendo nelle reazioni metaboliche che trasformano il cibo in energia.

 

Possiamo trovarla anche in alcuni alimenti, quali:

 

  • nei ceci,
  • nelle lenticchie
  • nei fagioli secchi,
  • nell'orzo,
  • nei cereali, (compresi quelli integrali),
  • nel fegato di manzo,
  • nelle noci e nocciole,
  • nel lievito di birra,
  • nel salmone,
  • nella farina,
  • nella carne di maiale,
  • nelle patate,
  • negli asparagi
  • nei funghi.

 

È dimostrato, inoltre,  che la cottura degli alimenti ne diminuisce la presenza tra il 10 e il 40%. 

 

Trattamento Pranoterapeutico

 

Con la Pranoterapia, mediante il contatto delle mani del pranoterapeuta, su precisi punti della medicina tradizionale cinese, oltre che sulle zone dolenti, si riescono ad alleviare in maniera significativa,  gli stati infiammatori causati dalla Sindrome dei Piedi Brucianti

 

Consiglio di indirizzare il trattamento Pranoterapeutico, disperdendo l’energia dai reni, fegato, sistema immunitario e linfatico, oltre che locale, disperdendo il dolore con movimenti lenti ed infine energizzando il corpo, favorendo l’omeostasi.

 

I trattamenti possono essere da un minimo di 5 ad un massimo di 10, a cadenza settimanale.

 

Si è visto come l'azione delle mani del pranoterapeuta riesca a dare sollievo e nel tempo a far ridurre sensibilmente il dosaggio di cortisonici, donando a tali persone sollievo e movimentazione.

 

Guido Parente - Pranoterapeuta Vibrazionale e Naturopata

http://www.guidoparente.com

©2016 Guido Parente. SIAE 2016. All rights reserved 

 

4) La Cervicalgia, nell’approccio con la “Pranoterapia Vibrazionale®”

Guido PARENTE

 

Pranoterapeuta Vibrazionale, Naturopata Psicosomatico,

operatore/docente Medicina Vibrazionale con le Campane Tibetane

 

 

Per cervicalgia, si intende un dolore al livello del collo, che da lì tende ad irradiarsi alle spalle (ai trapezi) e, nei casi più gravi, alle mani (parestesie), rendendo difficoltosi i movimenti.

 

In psicosomatica, il valore simbolico del tratto cervicale sta nel suo essere un vero e proprio "crocevia" tra il capo e il resto del corpo

 

Attraverso il collo e le colonna vertebrale, ciò che nasce nel cervello si prepara a tradursi in azione, movimento. Questo implica la capacità di orientarci nello spazio nelle direzioni di base.

Nella maggior parte dei casi, il dolore è originato da un’alterazione non grave che interessa le strutture meccaniche, situate nella regione delle prime vertebre della colonna: si tratta dei muscoli, dei legamenti, dei dischi intervertebrali e delle articolazioni posteriori che garantiscono il movimento e il sostegno.

Basta uno sforzo non corretto, a volte troppo veloce, o brusco, o prolungato a livello del collo, o una postura non corretta, a creare una lesione a queste strutture, originando uno stress meccanico esagerato o non corretto rispetto a quello che tali strutture possono sopportare, provocando in questa maniera, il dolore.

La cervicale si caratterizza per numerosi sintomi: dolore al collo (muscolo contratto, rigido, dolente alla palpazione), spesso talmente forte, da rendere difficili i movimenti della testa, come la rotazione o l’inclinazione; ma si possono avere anche mal di testa, cefalea, emicrania, senso di sbandamento, offuscamento generale; talvolta vertigini e giramenti di testa.

Questi sintomi compaiono per due motivi: per la tensione muscolare costante del tratto cervicale che rende più difficoltoso l’afflusso di sangue al cervello e per la coesistenza di problematiche funzionali del labirinto.

Possono insorgere  anche nausea e vomito (lo stato di contrattura costante della muscolatura, infatti, può irritare il nervus vagus, generando la sensazione di nausea).

Altri sintomi sono spesso concomitanti ed esprimono il sovraccarico generale dell’organismo: stanchezza cronica, spossatezza, risvegli difficili al mattino, disturbi del sonno, sonnolenza, sensazione di essere costantemente stanchi, stress emotivo, nutrizionale e fisico.

A livello statistico, si i stima che circa il 70% della popolazione soffra di male al collo almeno una volta nella vita.

 

Può colpire ogni fascia di età, inclusi bambini e adolescenti.

 

La prevalenza annuale varia dall’12.1 al 71.5 % nella popolazione generale  e dal 27.1% al 47.8%  tra i lavoratori. La cervicalgia persistente ad alta disabilità presenta una prevalenza che varia dall’1.7%  all’11.5% nella popolazione generale (Haldeman S. et al., 2008). 

 

Cause

 

Le cause scatenanti il dolore alla zona cervicale sono numerose ed eterogenee; i principali fattori eziologici della “cervicale” sono la sedentarietà, gli errori nella postura e i colpi di freddo, ma può soffrire di tale disturbo anche chi ha praticato o pratica sport di tipo traumatico (boxe, rugby, football americano) o attività sportive di potenza con sovraccarichi (vedasi, per esempio, il body building); altri soggetti interessati dal problema sono anche coloro che subiscono il cosiddetto colpo di frusta (il trauma distorsivo del rachide cervicale).

 

Tra le cause della cervicalgia:

  • sedentarietà, posture scorrette  al computer, una seduta non adeguata (i camionisti, i tassisti)
  •  discopatie,
  • fattori traumatici (infortuni sul lavoro, impiego della testa per trasportare i pesi, colpo di frusta, lesioni traumatiche pregresse),
  •  ernia cervicale,
  • artrosi cervicale,
  • stress,
  •  utilizzo di cuscini o materassi inadeguati.
  •  difetti occlusali della mandibola (rapporto tra arcata dentale superiore o inferiore)
  •  difetti del campo visivo (a partire dagli strabismi e i difetti di accomodazione) 

 

Cura Allopatica

 

Si usano farmaci come antidolorifici (come i FANS o il paracetamolo, ibuprofene), i cortisonici, i miorilassanti,

 

In casi più gravi vengono somministrate infiltrazioni di anestetici locali e cortisonici.

 

Un valido aiuto viene dato dai massaggi, dalle manipolazioni in mani esperti e dalle terapie fisiche (TENS, ultrasuoni, laserterapia, elettroanalgesia, massoterapia) l'uso di un collare ortopedico di sostegno e la ginnastica correttiva.

 

Può essere necessario intraprendere un percorso riabilitativo per migliorare la funzionalità della zona cervicale con esercizi specifici per il collo, norme educative e comportamentali per affrontare la paura del movimento associata al dolore che spesso condiziona le attività quotidiane.

 

 

Trattamento Pranoterapeutico /Olistico

 

Tramite la pranoterapia vibrazionale, mediante l’apposizione delle mani si riescono ad alleviare i dolori generati dalla cervicalgia, facendo diminuire la causa che li ha generati.

 

Secondo la medicina olistica, tale disturbo ha a che fare con un’esagerata pressione a cui si è sottoposti,  per la medicina psicosomatica, inoltre, “c’è da domandarsi se non ci stiamo mettendo troppo sotto pressione per raggiungere obiettivi o scadenze, in altre parole, troppa razionalità associata a un senso del dovere troppo rigido”

 

* Se la cervicalgia è scatenata da fattori tensivi, è necessario scaricare la parte emotivo-nucale, con un irradiamento locale

 

* Se invece la causa è lo stress, oltre alla parte emotivo-nucale, andremo a trattare anche la testa appoggiando le mani sulla fronte e sulla nuca, in dispersione.

 

* Se infine, la causa è generata da una discopatia, tratteremo singolarmente ogni vertebra, e con movimenti lenti, andremo a disperdere il blocco energetico.

 

 

Per la Medicina Cinese, infine,  un organismo è sano, esso vibra ad una giusta frequenza ed è ben accordato con sé stesso e con il mondo esterno come uno strumento musicale.

 

 

La pranoterapia non è un'alternativa alla medicina tradizionale e, quindi, non comporta assolutamente la sospensione di cure farmacologiche o trattamenti medici, ma anzi collabora in maniera fattiva ed in sintonia con il medico

 

Inoltre

La Pranoterapia non è miracolosa, ma in taluni casi può curare ed in altri, agendo con le prescrizioni mediche, può facilitare guarigioni.

 

infine, porto la testimonianza di una persona che si è sottoposta ad un mio trattamento:

 

"Ciao Guido,
 
ti scrivo per ringraziarti visto che da quando ho provato le campane tibetane, esperienza unica e indescrivibile che va vissuta per poterla capire, sto decisamente meglio con i miei consueti problemi di cervicale.
 
 
I tuoi consigli su comportamenti posturali, bioenergetici  mi hanno portato benessere.
 
Già il pomeriggio stesso che sono uscita dal tuo studio ho provato un immediato giovamento.
 
Sarà suggestione?
 
Non mi mi interessa saperlo.
 
So soltanto che il mio viso è più rilassato, se ne sono accorte le amiche che mi vedono spesso, chiedendomi cosa avessi fatto, se fosse un cambio trucco o altro.
 
Insomma esperienza positiva e liberatoria.
 
Grazie Guido.
 
Francesca M. Roma, 21/05/2015"

 

Guido Parente Pranoterapeuta Vibrazionale

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©2015 Guido Parente. SIAE 2015. All rights reserved

5) PNEI e Pranoterapia Vibrazionale®

PNEI e Pranoterapia Vibrazionale®
 
Guido Parente
Pranoterapeuta e Naturopata
 
Nel mio percorso di studio, ho avuto modo di approfondire e apprezzare un articolo della dott.ssa Maria Carmela Sgarrella sulla dott.ssa Candace Pert che definisce, a sua volta, “il corpo come rete di informazioni emozionali”.
 
“Uno dei maggiori contributi alla riunificazione della dicotomia umana in medicina è dovuto al lavoro e alla visione pionieristica di Candace Pert.
 
La Pert, neurofisiologa, direttrice del Centro di Biochimica Cerebrale del NIMH, National Institute for Mental Health, è una delle più importanti figure nell’ambito della ricerca internazionale sul cervello: ha infatti scoperto le endorfine e un vasto numero di neuropeptidi, le molecole che trasmettono le informazioni nel sistema nervoso, ed ha evidenziato che i neuropeptidi sono i mediatori sia delle informazioni, sia delle emozioni e sono attivi praticamente in tutte le cellule del corpo, nel sistema nervoso, ma soprattutto nel sangue, nel sistema immunitario e nell’intestino.
 
Questo significa che l’intero corpo “pensa”, che ogni cellula o parte del corpo “sente” e prova “emozioni”, elabora le proprie informazione psicofisiche e le trasmette ad ogni altra parte attraverso una fittissima rete di comunicazioni di estrema varietà comunicativa.
 
Tutto il corpo è vivo, intelligente e cosciente, ogni cellula prova piacere e dolore ed elabora strategie metaboliche per il benessere collettivo.”
 
Finalmente la medicina scopre che il corpo non è una macchina!
 
 
“Su queste basi teoriche e sperimentali, Candace Pert parla dell’essere umano come di una complessa “rete di informazioni” e dichiara che l’antica divisione tra mente e corpo non ha più ragioni di sussistere: al vecchio concetto bisogna sostituire quello di psicosoma (bodymind),
in cui ogni aspetto psicofisico umano è visto come parte di un’unica organica realtà.
 
La semplice meccanica dell’”acceso-spento” è stata soppiantata dalla logica estremamente più complessa della “neuromodulazione”.
 
La Psico-Neuro-Endocrino-Immunologia - lo studio di come la psiche, il sistema nervoso centrale e il sistema immunitario si influenzino vicendevolmente - sta diventando una delle branche più interessanti e in rapido sviluppo dell’intera medicina moderna.
 
Questa nuova scienza attira l’interesse di psichiatri, endocrinologi e biologi molecolari. 
 
Le nuove intuizioni cliniche nel ruolo della mente nel processo di guarigione offrono affascinanti prospettive di ricerca e nuove speranze.”
 
Recenti studi scientifici nel campo della psico-neuro-endocrinoimmunologia, hanno iniziato a mostrare una connessione molto profonda tra il cervello ed i sistemi endocrino ed immunitario; solo ora i rapporti tra lo stress, la depressione e l’immuno-soppressione stanno ricevendo un
riconoscimento crescente.
 
Ebbene, da questi interessantissimi studi, trassi a suo tempo un articolo su “L’Ansia nell’approccio con il Metodo “Pranoterapia e Massaggio Armonico-Vibrazionale con le Campane Tibetane®”, ove la straordinaria inter-relazione tra recettori e vibrazioni emesse dalle Campane Tibetane, fece emergere quanto questi strumenti antichissimi, e nel contempo moderni, fossero in grado di sedare stress e disturbi ad esso collegati e far aumentare le difese immunitarie dell’organismo.
 
Con il termine Ansia, si intende uno stato psichico, caratterizzato da sensazioni di paura più o meno intense e durature nel tempo, spesso causato da iperattività lavorative e da varie fonti di stress.
 
Nell’antichità, il senso di pericolo faceva scattare alcuni meccanismi che portavano il corpo ad aumentare le sue prestazioni; ad esempio, grazie ad una scarica di adrenalina, sappiamo che si può correre più velocemente.
 
Secondo alcuni studi effettuati sul cervello umano, l’ansia sarebbe causata da alterazioni della quantità di alcuni neurotrasmettitori, come, ad esempio, l’eccessiva produzione di noradrenalina (l’ormone dello stress) o la ridotta produzione di serotonina (l’ormone del buonumore).
 
Crescite soggette a richieste via via sempre più numerose di prestazioni (sia lavorative, che umane, che affettive), hanno portato diverse persone a soffrire di tale patologia. 
 
Chi non ha mai sentito parlare di “ansia da prestazione”?
 
Le statistiche ci informano che in Occidente più di 400 milioni di persone soffrono di ansia, con una percentuale elevata di donne tra i 30 e i 50 anni; spesso, ad esserne colpiti, sono manager, ma anche dipendenti e, elemento preoccupante, molti giovani tra i 7 ed i 18 anni.
 
Vediamo ora quanto il fenomeno “Ansia” sia uno dei mali del secolo. 
 
Paradossalmente, tra le popolazioni aborigene, tale malattia non esiste. 
 
Al contrario, nella cosiddetta Società industrializzata, un’esagerata necessità di lavoro, l’essere sempre “al top”, sempre informati, ha causato una serie di problematiche incommensurabili.
 
Abbiamo ansie differenziate, che provengono dalla vita di tutti i giorni, dalla situazione economica che stiamo vivendo, dal leggere sui giornali notizie di guerre, di calamità naturali (terremoti, alluvioni); ansia da prestazione, ansia di stare in luoghi affollati, ansia di non essere in grado di portare avanti il lavoro, ansia di perdere il posto di lavoro.
 
E’ difficile parlare di “caratteristiche dell’Ansia”, ma possiamo banalmente sintetizzarle come un brutto cocktail di emozioni negative, costituito da preoccupazioni, solitudine, depressione, paure, apprensioni, dolori al petto, crisi di panico, nausee, paura di non essere accettati.
 
Spesso le persone che soffrono di questo disturbo, oltre allo stress psicologico, accusano una serie di tensioni muscolari, emicranie, palpitazioni, nervosismi, facilità al pianto e insonnia.
A tutto questo, il più delle volte, si accompagna un senso di inadeguatezza, del non sentirsi mai a proprio agio.
 
In talune situazioni, infine, si è verificato che tali fenomeni ansiogeni sono stati provocati dall’uso di droghe e/o sostanze tossiche.
 
A cosa serve il Metodo “Pranoterapia e Massaggio Armonico-Vibrazionale con le Campane Tibetane®” 
 
Il Suono e le Vibrazioni della Campana Tibetana concorrono, in maniera esponenziale, al riallineamento dei chakra, al potenziamento della carica energetica e al benessere spirituale e fisico delle Persone.
 
Come accennato precedentemente, secondo la Medicina Tradizionale Cinese, il corpo umano, oltre che da organi, ossa e visceri, è composto anche di vibrazioni, frequenze e onde di energia.
Sappiamo che se un organismo è sano, esso vibra ad una giusta frequenza ed è ben accordato con sé stesso e con il mondo esterno, come uno strumento musicale.
 
Spesso chi ha sensazioni di carenza energetica, disturbi di varia natura, ha anche una frequenza musicale distorta; questo malessere è dato dalla presenza di blocchi energetici.
 
La terapia con il Metodo “Pranoterapia e Massaggio Armonico-Vibrazionale con le Campane Tibetane®”, stimola il processo di autoguarigione e di armonizzazione.
 
Tale terapia è indicata per:
 

 abbassare o eliminare le sensazioni di ansia, angoscia, stress,

 depressione (questi ultimi due, in sinergia con uno psicologo);

 energizzare ed armonizzare il sistema bioenergetico;

 equilibrare i chakra;

 sedare il nervosismo;

 ritrovare il proprio “Silenzio Interiore”;

 stimolare il sistema immunitario;

 velocizzare i tempi di convalescenza;

 migliore l’efficienza del respiro;

 stimolare i processi depurativi dell’organismo;

 risolvere i più comuni disturbi del sonno;

 superare i problemi ansiolitici dovuti a difficoltà di natura

 psicosomatica;

 favorire la pace interiore.

 
Finora ho visto la gioia, lo stupore, la serenità ed il sorriso materializzarsi sul viso delle diverse Persone trattate, ma l’esperienza che custodisco gelosamente nel mio cuore, è quella di una signora che ha scoperto di poter superare i propri momenti di disagio e che ha ritrovato la forza per ricominciare a sognare.
 
Riporto, qui di seguito, una bellissima testimonianza di una signora trattata con il Metodo “Pranoterapia e Massaggio Armonico-Vibrazionale con le Campane Tibetane®”.
 
“Caro Guido,
è mia intenzione ringraziarti pubblicamente per avermi tolto un dolore atroce annidato nell´animo... la perdita di una persona cara.
 
Non esistono farmaci che possano aiutare, non è come un mal di schiena, solo il tempo può lenire il dolore sordo che ti accompagna giorno e notte....
 
ma ne deve passare tanto.....e tu, con la “Pranoterapia e le Campane Tibetane”, in pochissime sedute hai miracolosamente accorciato quel tempo!
 
Invito con questo mio messaggio tutte le persone che soffrono un dolore non fisico a rivolgersi a te che hai un dono meraviglioso.
Grazie di cuore!
 
Paola B. - 28 agosto 2010”
 
 

Guido Parente Pranoterapeuta Vibrazionale e Naturopata Psicosomatico 

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©2015 Guido Parente. SIAE 2015. All rights reserved

6) Pranoterapia a distanza e Fisica Quantistica

Pranoterapia a distanza e Fisica Quantistica
 
Guido Parente
Pranoterapeuta Vibrazionale e Naturopata
 
Nei testi di pranoterapia, e neanche in tutti, la modalità di intervento a distanza, di solito, è menzionata ma è difficile che si trovi una spiegazione di cosa sia o della tecnica da utilizzare.
 
Penso che questo "accantonamento" sia dovuto, in parte, a motivi economici, ma anche perché molti colleghi/e non l’hanno coltivata come possibilità di intervento.
 
Nasco pranoterapeuta, e la pratico in modo continuativo, fin da piccolo, prestando grande attenzione ai risultati sul campo. 
 
Nel tempo ho riscontrato una varietà di risultati: molto buoni e duraturi, positivi ma di breve durata, insufficienti perché poco incisivi.
 
Ritengo che in tutti questi casi l’elemento più importante sia costituito dalla maggiore o minore sinergia tra campo di emissione e ricezione.
 
Lo studio della fisica quantistica, come cercherò di porre in evidenza in seguito, permette di comprendere che la pranoterapia a distanza trova un supporto scientifico in alcuni principi quantistici.
 
Naturalmente la pranoterapia a distanza è condizionata dalle variabili soggettive, come lo sono tutti gli interventi che hanno come centralità l’essere umano.
 
Voglio ricordare che questa modalità di intervento (a distanza) in alcuni casi può essere l’unico possibile; penso ad es. a condizioni di lontananza, come una città lontana, ospedalizzazione, detenzione, nel caso di richieste pervenute da parenti od amici (da vagliare attentamente).
 
La trasmissione pranica avviene tra ‘campi’ e la banda di emissione è quella delle ‘energie sottili’ e funziona a qualunque distanza.
 
Cercherò di integrare, per il tema trattato, la pranoterapia a distanza e la fisica quantistica poiché entrambi si occupano di “campi” e di energia; le neuroscienze stanno studiando le relazioni fra principi quantistici e funzionamento cerebrale, questo mi sembra che porterà a interessanti sviluppi .
 
Ritengo utile introdurre il tema dell’ "aura" che consiste in un campo di energia variabile che circonda ogni essere vivente.
 
Si tratta della parte più visibile, anche ad occhio nudo, della energia umana che ha la sua sorgente nel complesso sistema intracellulare. 
  
Per stabilire una relazione tra fisica quantistica e pranoterapia a distanza è necessario porre in relazione cellule ed atomi.
 
Per favorire il collegamento, ricordo che gli atomi formano le macromolecole e le macromolecole formano le cellule.
 
Questa "catena" ha una sua validità sia nell’organismo umano che nella fisica quantistica.
 
Questo complesso meccanismo produce campi che sono in grado di ricevere e di trasmettere di energia.
 
La prima regola tratta dalla fisica quantistica è quella della sincronicità secondo la quale ”tutto avviene contemporaneamente e nel presente”.
 
A questa va aggiunta una seconda regola: quella della “non località”. 
 
Per comprenderla è necessario fare uno sforzo mentale per oltrepassare il nostro comune senso di tempo e di spazio, in quanto è così enucleata: ”due particelle di energia distanti migliaia di chilometri tra loro in realtà fanno parte di UNA poiché rispondono al concetto di UNO”.
 
Questo aiuta a capire come sia possibile e comprensibile il concetto di sincronicità e non località e stabilisce un ‘unicum” tra cellule ed atomi.
 
Cellule ed atomo sono il ‘principium movens’ di ogni forma di vita nell’universo.
 
In questa prospettiva unificante si può comprendere che la pranoterapia a distanza, trattando di campi e di energia risponde ai principi quantistici di sincronicità e di "non località" ovviamente, se non si verificano interferenze.
 
A tutti sarà capitato di seguire le trasmissioni alla radio: improvvisamente compare un suono gracchiante, oppure salta la stazione che stiamo seguendo. 
 
E’ evidente che tra il campo di emissione ed il campo di ricezione del nostro apparecchio, si è verificata una interferenza di campo che disturba la ricezione e poi, passa un tempo variabile perché il segnale ritorni chiaro e sincronico.
 
La pranoterapia a distanza funziona più o meno come la radio. 
 
Tutto dipende dalla sinergia fra pranoterapeuta e persona ricevente.
 
Mi rendo conto che quanto fino ad ora esposto possa sembrare piuttosto meccanicistico ed insufficiente dato che si parla di persone, ma la fisica quantistica ci offre altri contributi.
 
Uno dei principi che vanno in questa direzione è così descritto: ”tutta la materia costituita da Pensiero Cosciente, così da intervenire e modificare la realtà”.
 
Mi riferisco a quanto afferma la fisica quantistica e la traspongo nell’ambito della pranoterapia a distanza. Noi tutti sappiamo che per un intervento di pranoterapia, tanto più a distanza sono necessari: volontà, pensiero cosciente che portano alla immaginazione creativa e ad entrare in contatto reale con l’energia della persona ricevente.
 
Per comprendere appieno quanto i ‘campi’ siano sensibili agli stimoli, va ricordato il principio di indeterminazione di Eisenberg: ”un campo quantistico si modifica per il solo fatto di essere osservato” .
 
Vi chiedo: cosa vi capita quando vi accorgete di essere osservati? Certamente il vostro ‘campo’ cambia, magari sarete felici, oppure preoccupati, forse nervosi...
 
Se un campo cambia con la sola osservazione, figuriamoci quanto sarà maggiormente sollecitato, quando riceverà nel suo campo una emissione di energia a distanza.
 
Sono consapevole che questo scritto potrebbe essere criticato, come nel trattare un argomento così complesso non è possibile essere esaustivi però ritengo di averlo argomentato e, spero, possa costituire uno stimolo per riflessioni e studi.
 
Guido Parente - Pranoterapeuta Vibrazionale
 
©2016Guido Parente. SIAE 2016. All rights reserved
 

7) Olio 31: come usarlo

Olio 31
 
  
Guido Parente
 
Naturopata Psicosomatico
 
 
 
Le prime notizie sull’Olio 31, si ritrovano in un’antica ricetta svizzera, esso è composto da  una miscela di oli essenziali tratti da erbe, bacche, radici  di ben 31 piante diverse.
 
  1. menta piperita,
  2. eucalipto,
  3. arancio dolce,
  4. anice,
  5. citronella,
  6. limone,
  7. finocchio,
  8. tea tree,
  9. pino silvestre,
  10. rosmarino,
  11. menta crispa,
  12. cumino,
  13. aglio,
  14. timo,
  15. cannella,
  16. chiodi di garofano,
  17. bacche di ginepro,
  18. pino pumillo,
  19. aneto,
  20. salvia,
  21. mentolo,
  22. legno di rosa,
  23. noce moscata,
  24. macis,
  25.  ginseng,
  26. violetta,
  27. mirra,
  28. benzoino,
  29. melissa,
  30. verbena,
  31. vaniglia.
Questo meraviglioso mix di piante officinali, oltre ad essere un antibatterico naturale, svolge anche un'azione balsamica per le  vie respiratorie,  affievolisce i dolori muscolari, inoltre,  rivitalizza muscolature stanche e articolazioni affaticate.
 
Penso sia necessario, porre l’accento sul fatto che, l’Olio 31, essendo un concentrato, va utilizzato in dosi minime,  non contiene alcool e non unge, infatti, asciuga in pochissimo tempo.
 
 
 
Ora vediamo insieme come, possiamo utilizzare l’Olio 31:
 
Corpo:
 
è stimolante e rinfrescante e dopo l’attività fisica, è ideale in quanto ha effetto balsamico, rilassante e antidolorifico (muscolare e/o articolare):
 
Utilizzo:
 
massaggiare le parti indolenzite con 8-10 gocce, aggiungendole all’olio di base utilizzato (ad es. olio di mandorle).
 
E’ ottimo ed efficace anche in caso di dolori dovuti ad infiammazioni come torcicollo, cervicale, lombalgia, tendinite, etc.
 
Per la stanchezza generale del corpo, è consigliabile fare un bagno caldo con 20 gocce di olio e restarvi immersi per 20 minuti: nuova energia assicurata.
 
Per i dolori pettorali, massaggiare con olio di oliva e 5-6 gocce di olio 31. I massaggi con l’olio 31 prima dell’attività fisica (a gambe, braccia e piedi), consentiranno di sentirsi meglio, in forza e pronti allo e fatica.
 
 
 
Emicrania:
bastano poche gocce sulla fronte,
 
 
Utilizzo:
 
massaggiate direttamente o utilizzate un batuffolo di cotone per farlo.
 
 
 
Capelli:
è un buon antiforfora.
 
 
Utilizzo:
 
Versare 7 gocce sui capelli asciutti e frizionare leggermente; poi pettinarsi normalmente. Oppure aggiungere qualche goccia allo shampoo: serve anche in caso di cuoio capelluto irritato.
 
 
 
Piedi:
Per massaggiare i piedi stanchi e gonfi,
 
 
Utilizzo:
 
utilizzare 10-15 gocce oppure fare un pediluvio aggiungendo 5 gocce nella bacinella di acqua tiepida.
 
 
 
Barba
per la cura ed il benessere, è rinfrescante, anche come dopobarba
 
 
 
Utilizzo:
 
 (versare 4 gocce sul palmo della mano e passarsi poi il viso e la fronte, per circa un minuto, massaggiando delicatamente).
 
 
 
Bocca:
profuma l’alito e cura l’igiene dei denti.
 
 
 
Utilizzo:
 
Basta fare dei risciacqui con 2-4 gocce di olio 31 in un bicchiere di acqua;
versare qualche goccia sullo spazzolino per tonificare le gengive; e versare sulla lingua 1-2 gocce per combattere l’alito cattivo.
 
 
 
Mal di denti e gengiviti 
 
 
Utilizzo:
 
versare 1 goccia sul dente incriminato 
 
 
 
Affezioni delle vie respiratorie 
(tosse, raffreddore, bronchite, etc): è antibatterico, balsamico e rigenerante.
 
 
 
Utilizzo:
 
Fare delle inalazioni/suffumigi utilizzando 2 gocce nell’aerosol o 10 gocce ogni litro di acqua calda (respirare i vapori per un quarto d’ora).
 
E’ possibile versare qualche goccia anche sul fazzoletto o sul cuscino (per la notte) per respirare meglio e massaggiare qualche goccia vicino le narici e sul petto.
 
 
  
Digestione:
Utilizzo:
 
mettere 1-2 gocce su una zolletta di zucchero o in ½ bicchiere d’acqua tiepida o, prima dei pasti, 2 gocce con il miele 20 minuti prima o 2-3 gocce nella camomilla.
 
 
 
Intestino
Utilizzo:
 
Per stimolare e regolare l’intestino invece, la mattina a digiuno, versare 3-4 gocce in ½ tazza di latte o camomilla, con 1 cucchiaio di miele e 3-4 gocce di olio di oliva.
 
Oppure, sia per la mattina sia per la sera prima di coricarsi, 2 gocce di olio 31 con 2-3 gocce di olio extravergine in un bicchiere d’acqua calda.
 
 
 
Casa:
ideale da mettere nell’umidificatore, rinfresca l’ambiente e disinfetta l’aria, profuma il bucato (anche nel ferro da stiro) e, nel lavare i piatti, elimina i cattivi odori.
 
Se si versa qualche goccia su batuffoli di cotone e si ripongono poi in un sacchetto di stoffa, si può utilizzare per profumare gli armadi.
 
Utilizzo:
 
mettere qualche goccia nell’acqua per la sauna o in un pentolino sul fornello.
 
 
Nota bene: ricordarsi che l’olio 31 è ad uso esterno, quindi non va ingerito puro e non si deve usare sulle lesioni o ferite; lavarsi bene le mani dopo averlo maneggiato, per evitare un accidentale contatto con gli occhi.
 
Attenzione: Queste informazioni sono esclusivamente di carattere informativo. Non vogliono e non devono sostituire le indicazioni del medico al quale vi esortiamo di affidarvi.
 
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